La responsabilità ambientale

IL SISTEMA DELLA DEPURAZIONE

La depurazione è la fase finale del ciclo “artificiale” dell’acqua, che tecnicamente si chiama “Servizio Idrico Integrato” (S.I.I.).  L’acqua è una risorsa naturale che viene resa disponibile all’utilizzo da parte dell’uomo. Tutta l’acqua che entra nelle nostre case ed esce dai rubinetti, deve essere efficacemente smaltita all’esterno delle case, cioè nell’ambiente. Questo processo non avviene in maniera casuale, ma si serve di un sistema molto articolato di condotte fognarie sotterranee che raccolgono tutti gli scarichi e li convogliano in un unica condotta fino depuratore: impianto di trattamento industriale delle acque reflue. Il refluo, detto anche “liquame” infatti presenta caratteristiche  biologiche e chimico-fisiche alterate dall’utilizzo umano. Per questa ragione sarebbe dannoso per la flora e per la fauna dei fiumi immettere i reflui senza un trattamento di purificazione e igienizzazione, che li rendono idonei a non alterare il delicato equilibrio ambientale del corpo idrico recettore.

Estensione rete fognaria totale

893,4 km

Estensione rete nera

181 km

Stazioni di sollevamento

113

 Livello di copertura del servizio di raccolta dei reflui 

99,55%

(fonte: Ufficio d’Ambito di Lodi)

 Estensione rete mista 

712,4 km 

Diametro dei condotti fognari

tra 200 e 2.500 mm

 Acqua depurata 

29.451.504 m3

Sviluppo specifico della rete

3,90 metri per abitante

sistema depurazione

1) IL TRATTAMENTO DEI REFLUI: IL SISTEMA FOGNARIO

Nel Lodigiano ci sono 875 km di condotte fognarie interrate capaci di raccogliere le acque reflue e parte delle acque piovane, che ne favoriscono lo scorrimento; anche se si deve spesso ricorrere a sistemi di pompaggio e sollevamento per sopperire alla carenza, tipica dei territori pianeggianti, dei dislivelli necessari allo scorrimento dei liquami.

Si tratta di una fase poco visibile ma cruciale nel ciclo “artificiale” dell’acqua, tale si può definire infatti il Servizio Idrico Integrato (SII), quale interferenza dell’uomo nei confronti della natura ed in particolare del ciclo naturale dell’acqua. Gestire il SII, compito che in provincia di Lodi è stato affidato a SAL, significa in estrema sintesi prendere in prestito una risorsa, utilizzarla e restituirla al suo ciclo naturale; chiaramente l’acqua restituita deve avere caratteristiche idonee all’ambiente che la riceve, ovvero, nel caso del Lodigiano, a quelle di rogge, canali e fiumi.

tubi fognaturaIl sistema di raccolta e collettamento delle acque reflue nell’ATO di Lodi è principalmente di tipo unitario, detto anche “rete mista” (80,7%), ovvero un sistema che raccoglie e convoglia in un unico condotto le acque reflue (acque nere) e quelle meteoriche (acque bianche). Le condotte fognarie per la raccolta delle sole acque nere costituiscono circa un quinto della lunghezza totale del sistema. Il funzionamento della rete fognaria avviene per gravità, sfruttando cioè la pendenza naturale del suolo anche se in molti casi, per garantire il deflusso del refluo, è necessaria la presenza di impianti di sollevamento e di pompaggio. Nell’Ambito Territoriale di Lodi sono presenti 109 stazioni di sollevamento. Il servizio di collettamento fognario copre la quasi totalità del territorio: restano escluse solo alcune porzioni di territorio (come ad esempio i nuclei con popolazione inferiore a 50 abitanti), oltre ad alcuni insediamenti produttivi autorizzati a smaltire autonomamente le acque reflue in quanto dotati di impianti di trattamento interni. I condotti della rete fognaria nell’ATO di Lodi hanno una sezione prevalentemente circolare con un diametro che varia da un minimo di 200 mm ad un massimo di 2.500 mm e sono stati costruiti con diversi materiali: gres, cls (calcestruzzo), pvc, pead e ghisa. 

2) IL TRATTAMENTO DEI REFLUI: IL RUOLO DELLA DEPURAZIONE

Per comprendere l’importanza di “ripulire” le acque di scarico e restituirle alla natura in condizioni idonee alla salvaguardia degli ambienti acquatici, detti corpi idrici ricettori, basta provare ad immaginare come sarebbero i fiumi e i canali che attraversano le nostre città e le nostre campagne, se in essi venissero immessi, senza depurazione, tutti i reflui carichi di sostanze inquinanti e maleodoranti che produciamo quotidianamente.

Se il ruolo delle condotte fognarie, come abbiamo visto, è quello di raccogliere i reflui garantendo il mantenimento di condizioni igienico sanitarie di sicurezza nei centri urbani, il ruolo dei depuratori, generalmente collocati in periferia, è quello di accelerare ciò che la natura farebbe in maniera autonoma, ma con tempi molto più lunghi e insostenibili, specialmente nelle zone più densamente popolate.

La depurazione biologica a fanghi attivi, che caratterizza i depuratori della provincia di Lodi, infatti è un processo che, grazie alla tecnologia e all’apporto di energia, è in grado di abbattere più o meno velocemente il carico di sostanze organiche inquinanti presenti nelle acque di scarico, altrimenti causa di danni per gli ambienti acquatici e i loro ecosistemi. Tutti i depuratori, escluse le vasche imhoff, sono del tipo biologico a fanghi attivi. Quelli aventi capacità superiore ai 2.000 AE comprendono le fasi di pretrattamento, ossidazione (in alcuni casi anche il trattamento nitro-denitro), sedimentazione secondaria, e disinfezione. La linea fanghi in genere prevede l’ispessimento e la disidratazione meccanica o a letto di essiccamento.

trattamento-reflui

 

3) DENTRO IL DEPURATORE

Il depuratore è un impianto industriale dove per stadi progressivi vengono eliminate le sostanze inquinanti, solide, liquide, presenti negli scarichi fognari.

Depuratore

4) LA QUALITÀ DELLA DEPURAZIONE: I CONTROLLI ANALITICI

Le caratteristiche chimico-fisiche e microbiologiche delle acque di scarico, all’ingresso e all’uscita dai depuratori, vengono costantemente monitorate con analisi di laboratorio  – secondo un programma di campionamento che è stato approvato da ARPA (Azienda Regionale Protezione Ambiente), ente deputato a controllare la potabilità dell’acqua – nel rispetto dei limiti di legge sullo scarico (D.lgs. 152/06). Le analisi si concentrano su alcuni parametri, capaci di misurare il grado di abbattimento delle sostanze inquinanti: Escherichia coli, Daphnia magna, BOD5, COD, Solidi sospesi totali, Forme azotate e P-totale, Grassi e oli vegetali o animali e i Metalli pesanti (mercurio, piombo,  cromo, arsenico, cadmio, zinco) la cui presenza deriva da scarichi industriali e non può essere abbattuta durante il processo biologico a fanghi attivi, che funziona bene quando le caratteristiche del liquame trattato sono costanti nel tempo.

Anche fenomeni esterni quali i forti temporali, le brusche variazioni di temperatura e i blackout elettrici, possono influenzare il processo di depurazione, andando talvolta ad inficiare le caratteristiche dell’acqua di scarico in uscita e quindi a diminuire l’efficacia del trattamento.

qualita-depurazione

    

5) I FANGHI DELLA DEPURAZIONE

Il Servizio Idrico Integrato gestisce tutte le fasi del ciclo dell’acqua, compresa la depurazione degli scarichi fognari e lo smaltimento dei fanghi che si separano dall’acqua chiarificata.

Come spesso accade la parte finale è la più delicata all’interno di un processo. Il ciclo dell’acqua non sfugge a questa logica e gestire il Servizio Idrico Integrato significa anche smaltire in modo corretto i rifiuti che si producono durante la fase di depurazione delle acque di scarico. Il fango della depurazione da solo costituisce il 99% dei rifiuti generati dal Servizio Idrico Integrato e la sua presenza è a tutti gli effetti il risultato di una buona depurazione.

Il fango quindi è la frazione solida degli scarichi fognari e la depurazione è, in ultima analisi, il processo di separazione del fango dall’acqua, che una volta chiarificata può essere rilasciata senza alterare l’equilibrio dell’ecosistema di mari e fiumi.

La separazione del fango dall’acqua avviene nelle vasche di ossidazione, dove si insuffla aria dal basso per dare ai microorganismi contenuti nei fanghi medesimi la possibilità di proliferare e nutrirsi delle sostanze organiche inquinanti, che di fatto vengono sottratte alla parte liquida destinata ai corpi idrici superficiali. In questa fase i microorganismi ingrassano e determinano la crescita e l’inspessimento dei fanghi che assumono una forma flocculare. Il risultato è che una parte di questi fiocchi, una volta separati dall’acqua, deve essere prima prelevata e poi smaltita. Prima dello smaltimento però, la parte di fanghi eccedente viene disidratata con sistemi di nastro-presse, centrifughe o essiccatori che ne fanno diminuire il peso rendendo più semplice ed economicamente meno gravoso lo smaltimento.

fanghi depurazione

Consumi energetici e contenimento delle emissioni inquinanti

La gestione del Servizio Idrico è un’attività densamente energivora. In provincia di Lodi sono attivi 221 pozzi, 55 impianti di potabilizzazione, 109 stazioni di sollevamento reflui e 73 impianti di depurazione, per un totale di 457 impianti. Alcuni impianti sono alimentati a media tensione (15 V) altri, la maggior parte, sono alimentati a bassa tensione (380 V). Dal 2010 SAL si impegna a coniugare il soddisfacimento dei bisogni idrici della comunità lodigiana con la necessità di gestire il servizio in un’ottica di sostenibilità ambientale, riducendo progressivamente le emissioni di gas serra, in particolare la CO2, derivanti dall’uso dei combustibili fossili.

Report energetico anno 2016
Consumo di energia elettrica: 26.528.730 kw/h
Acquisto di energia prodotta da fonti rinnovabili: 26.755.744 kw/h
Percentuale energia rinnovabile su energia consumata: 100%
Carbon footprint (mancate emissioni di CO2): 12.903 tonnellate

sost_torte

Di questi, 6 impianti di depurazione e 10 impianti di potabilizzazione sono alimentati in Media Tensione (15 kV), con potenze impegnate tra i 155 ed i 546 kW. I restanti 286 punti di fornitura sono alimentati in Bassa Tensione (220 o 380 V) con range di potenza tra 1,7 e 125 kW.

 

 

Nel corso del 2016, in continuità con l’attività svolta nell’anno precedente, SAL si è impegnata nello sviluppo di strategie di incremento dell’efficienza energetica, attraverso l’ammodernamento degli impianti nell’ottica di contenere i consumi. In concreto, le migliorie apportate hanno riguardato:

  • L’ installazione di dispositivi equipaggiati con motori ad alta efficienza energetica IE3; 
  • La sostituzione di alcune apparecchiature con altre di maggiore rendimento;
  • L’installazione di inverter, consentendo l’ottimizzazione dei consumi ed il relativo contenimento di emissioni inquinanti.
  • Il rifasamento con cui è stato innalzato il limite di fattore di potenza ammissibile a 0,95 per le utenze in Media Tensione e le utenze non domestiche in Bassa Tensione (con potenza disponibile > 16,5 kW).

caraffa SALSAL dal 2010 è partner operativo della Provincia di Lodi nel progetto “Lodigiano Acqua Buona”, rivolto ai Comuni della provincia di Lodi che intendono usare l’acqua di rete nella refezione scolastica o nelle sale consiliari. L’acqua a chilometro zero produce un effetto positivo sull’ambiente perché riduce alla fonte il consumo di plastica e i costi che ne derivano dallo smaltimento, sia in termini economici che in termini ambientali. 

Aderire al progetto è molto semplice; i Comuni interessati possono scrivere a comunicazione@acqualodigiana.it. SAL srl fornisce una quantità congrua di brocche in polipropilene di colore blu, lavabili in lavastoviglie, da utilizzare per servire l’acqua del rubinetto sulle tavole delle mense scolastiche.

Dal 2010 al 2016*

* Sono i dati aggregati relativi a 6 anni scolastici, compreso quello appena terminato.

Pasti serviti 8.345.600
Bottiglie da 1,5 litri risparmiate 2.805.400
carbon footprint (mancate emissioni di CO2)

828 tonnellate

sost_isto

Le case dell’acquacasaacqua
Sono impianti di distribuzione di acqua di rete (generalmente con la possibilità di erogare acqua gasata e/o refrigerata) che alcuni comuni stanno installando sul proprio territorio al fine di fornire un servizio ai cittadini e promuovere, al contempo, l’utilizzo dell’acqua del rubinetto. L’uso alimentare dell’acqua del rubinetto determina un vantaggio ambientale in termini di mancate emissioni di CO2 derivanti dal non utilizzo degli imballaggi in PET delle acque minerali in commercio.

Case dell’Acqua attive in provincia di Lodi al 31/12/2016: 25
Consumo medio giornaliero delle case dell’acqua in provincia di Lodi: 1030 litri
Mancate emissioni giornaliere di CO2 delle case dell’acqua in provincia di Lodi: 5,11 tonnellate

I rifiuti prodotti e i rifiuti recuperati

L’impegno attuato da SAL in campo ambientale si concretizza anche attraverso la corretta gestione dei rifiuti, dalla loro produzione passando per il loro trattamento sino alla loro valorizzazione e recupero, se possibile, o al loro smaltimento in sicurezza.sostenibilita_rifiuti

Rifiuti