La responsabilità ambientale

IL SISTEMA DELLA DEPURAZIONE

La depurazione è la fase finale del ciclo “artificiale” dell’acqua, che tecnicamente si chiama “Servizio Idrico Integrato” (S.I.I.).  L’acqua è una risorsa naturale che viene resa disponibile all’utilizzo da parte dell’uomo. Tutta l’acqua che entra nelle nostre case ed esce dai rubinetti, deve essere efficacemente smaltita all’esterno delle case, cioè nell’ambiente. Questo processo non avviene in maniera casuale, ma si serve di un sistema molto articolato di condotte fognarie sotterranee che raccolgono tutti gli scarichi e li convogliano in un unica condotta fino depuratore: impianto di trattamento industriale delle acque reflue. Il refluo, detto anche “liquame” infatti presenta caratteristiche  biologiche e chimico-fisiche alterate dall’utilizzo umano. Per questa ragione sarebbe dannoso per la flora e per la fauna dei fiumi immettere i reflui senza un trattamento di purificazione e igienizzazione, che li rendono idonei a non alterare il delicato equilibrio ambientale del corpo idrico recettore.

Estensione rete fognaria totale

902 km

Estensione rete nera

186,5 km

Stazioni di sollevamento

120

 
 Estensione rete mista 

715,5 km 

 Acqua depurata 

30.300.580 m3

Sviluppo specifico della rete

3,91 metri per abitante

 

sistema depurazione

IL TRATTAMENTO DEI REFLUI: IL SISTEMA FOGNARIO

Nel Lodigiano ci sono 902 km di condotte fognarie interrate capaci di raccogliere le acque reflue e parte delle acque piovane, che ne favoriscono lo scorrimento; anche se si deve spesso ricorrere a sistemi di pompaggio e sollevamento per sopperire alla carenza, tipica dei territori pianeggianti, dei dislivelli necessari allo scorrimento dei liquami.

Si tratta di una fase poco visibile ma cruciale nel ciclo “artificiale” dell’acqua, tale si può definire infatti il Servizio Idrico Integrato (SII), quale interferenza dell’uomo nei confronti della natura ed in particolare del ciclo naturale dell’acqua. Gestire il SII, compito che in provincia di Lodi è stato affidato a SAL, significa in estrema sintesi prendere in prestito una risorsa, utilizzarla e restituirla al suo ciclo naturale; chiaramente l’acqua restituita deve avere caratteristiche idonee all’ambiente che la riceve, ovvero, nel caso del Lodigiano, a quelle di rogge, canali e fiumi.

tubi fognaturaIl sistema di raccolta e collettamento delle acque reflue nell’ATO di Lodi è principalmente di tipo unitario, detto anche “rete mista” (79,3%), ovvero un sistema che raccoglie e convoglia in un unico condotto le acque reflue (acque nere) e quelle meteoriche (acque bianche). Le condotte fognarie per la raccolta delle sole acque nere costituiscono circa un quinto della lunghezza totale del sistema. Il funzionamento della rete fognaria avviene per gravità, sfruttando cioè la pendenza naturale del suolo anche se in molti casi, per garantire il deflusso del refluo, è necessaria la presenza di impianti di sollevamento e di pompaggio. Nell’Ambito Territoriale di Lodi sono presenti 120 stazioni di sollevamento. Il servizio di collettamento fognario copre la quasi totalità del territorio: restano escluse solo alcune porzioni di territorio (come ad esempio i nuclei con popolazione inferiore a 50 abitanti), oltre ad alcuni insediamenti produttivi autorizzati a smaltire autonomamente le acque reflue in quanto dotati di impianti di trattamento interni. I condotti della rete fognaria nell’ATO di Lodi hanno una sezione prevalentemente circolare con un diametro che varia da un minimo di 200 mm ad un massimo di 2.500 mm e sono stati costruiti con diversi materiali: gres, cls (calcestruzzo), pvc, pead e ghisa. 

IL TRATTAMENTO DEI REFLUI: IL RUOLO DELLA DEPURAZIONE

Per comprendere l’importanza di “ripulire” le acque di scarico e restituirle alla natura in condizioni idonee alla salvaguardia degli ambienti acquatici, detti corpi idrici ricettori, basta provare ad immaginare come sarebbero i fiumi e i canali che attraversano le nostre città e le nostre campagne, se in essi venissero immessi, senza depurazione, tutti i reflui carichi di sostanze inquinanti e maleodoranti che produciamo quotidianamente.

Se il ruolo delle condotte fognarie, come abbiamo visto, è quello di raccogliere i reflui garantendo il mantenimento di condizioni igienico sanitarie di sicurezza nei centri urbani, il ruolo dei depuratori, generalmente collocati in periferia, è quello di accelerare ciò che la natura farebbe in maniera autonoma, ma con tempi molto più lunghi e insostenibili, specialmente nelle zone più densamente popolate.

La depurazione biologica a fanghi attivi, che caratterizza i depuratori della provincia di Lodi, infatti è un processo che, grazie alla tecnologia e all’apporto di energia, è in grado di abbattere più o meno velocemente il carico di sostanze organiche inquinanti presenti nelle acque di scarico, altrimenti causa di danni per gli ambienti acquatici e i loro ecosistemi. Tutti i depuratori, escluse le vasche imhoff, sono del tipo biologico a fanghi attivi. Quelli aventi capacità superiore ai 2.000 AE comprendono le fasi di pretrattamento, ossidazione (in alcuni casi anche il trattamento nitro-denitro), sedimentazione secondaria, e disinfezione. La linea fanghi in genere prevede l’ispessimento e la disidratazione meccanica o a letto di essiccamento.

DENTRO IL DEPURATORE

Il depuratore è un impianto industriale dove per stadi progressivi vengono eliminate le sostanze inquinanti, solide, liquide, presenti negli scarichi fognari.

Depuratore

LA QUALITÀ DELLA DEPURAZIONE: I CONTROLLI ANALITICI

Le caratteristiche chimico-fisiche e microbiologiche delle acque di scarico, all’ingresso e all’uscita dai depuratori, vengono costantemente monitorate con analisi di laboratorio  – secondo un programma di campionamento che è stato approvato da ARPA (Azienda Regionale Protezione Ambiente), ente deputato a controllare la potabilità dell’acqua – nel rispetto dei limiti di legge sullo scarico (D.lgs. 152/06). Le analisi si concentrano su alcuni parametri, capaci di misurare il grado di abbattimento delle sostanze inquinanti: Escherichia coli, Daphnia magna, BOD5, COD, Solidi sospesi totali, Forme azotate e P-totale, Grassi e oli vegetali o animali e i Metalli pesanti (mercurio, piombo,  cromo, arsenico, cadmio, zinco) la cui presenza deriva da scarichi industriali e non può essere abbattuta durante il processo biologico a fanghi attivi, che funziona bene quando le caratteristiche del liquame trattato sono costanti nel tempo.

Anche fenomeni esterni quali i forti temporali, le brusche variazioni di temperatura e i blackout elettrici, possono influenzare il processo di depurazione, andando talvolta ad inficiare le caratteristiche dell’acqua di scarico in uscita e quindi a diminuire l’efficacia del trattamento.  

4.121 Campioni di acque reflue analizzati (anno 2019) 17.356 Parametri chimici, chimico-fisici e microbiologici analizzati (anno 2019)
94% Abbattimento BOD5 (richiesta biochimica di ossigeno) 93,4% Abbattimento COD (richiesta chimica di ossigeno)

RIFIUTI: PRODUZIONE E RECUPERO

L’impegno attuato da SAL in campo ambientale si concretizza anche attraverso la corretta gestione dei rifiuti, dalla loro produzione passando per il loro trattamento sino alla loro valorizzazione e recupero, se possibile, o al loro smaltimento in sicurezza.

Rifiuti consegnati a terzi nel 2019
Fanghi della depurazione 8.852 tonnellate (-1,4%)
Rifiuti da dissabbiamento 318 tonnellate (-32,7%)
Residui da vagliatura 189 tonnellate (-5,3%)
Altri rifiuti 330 tonnellate (+39%)
Totale rifiuti 9.689 tonnellate (-2%)
Rifiuti avviati a recupero 8.340,3 tonnellate
Percentuale di rifiuti avviati a recupero 86,1%

I FANGHI DELLA DEPURAZIONE

Trattare i rifiuti prodotti in modo corretto, nell’ambito del Servizio Idrico Integrato, significa soprattutto gestire al meglio i fanghi derivanti dalla depurazione delle acque di scarico, che da soli costituiscono il 91,4% dei rifiuti totali.
La separazione del fango dall’acqua depurata avviene nelle vasche di ossidazione, dove si insuffla aria dal basso per dare ai microorganismi contenuti nei fanghi medesimi la possibilità di proliferare e nutrirsi delle sostanze organiche inquinanti, che di fatto vengono sottratte alla parte liquida destinata ai corpi idrici superficiali. In questa fase i microorganismi si moltiplicano e determinano la crescita della biomassa dei fanghi che, con l’aggiunta di un addensante (polielettrolita),
assumono una forma flocculare. Il risultato è che una parte di questi fiocchi, in eccesso, deve essere prima prelevata e poi smaltita. 
Prima dello smaltimento, la parte di fanghi eccedente viene disidratata con sistemi di centrifughe che ne fanno diminuire il peso rendendo più semplice ed economicamente meno gravoso lo smaltimento.

fanghi depurazione

 

REPORT ENERGETICO

La gestione del Servizio Idrico è un’attività densamente energivora. In provincia di Lodi sono attivi 179 pozzi, 53 impianti di potabilizzazione, 120 stazioni di sollevamento reflui e 71 impianti di depurazione, per un totale di 423 impianti. Alcuni impianti sono alimentati a media tensione (15 V) altri, la maggior parte, sono alimentati a bassa tensione (380 V). Dal 2010 SAL si impegna a coniugare il soddisfacimento dei bisogni idrici della comunità lodigiana con la necessità di gestire il servizio in un’ottica di sostenibilità ambientale, riducendo progressivamente le emissioni di gas serra, in particolare la CO2, derivanti dall’uso dei combustibili fossili.

Consumo di energia elettrica 27.076047 kW/h
Acquisto di energia prodotta da fonti rinnovabili 27.076047 kW/h
Percentuale energia rinnovabile su energia consumata 100%
Energia autoprodotta da SAL (kW/h) 11.981 tonnellate
Carbon footprint (mancate emissioni di CO2) 9.795 tonnellate

 

L’IMPEGNO DI SAL PER RIDURRE IL CONSUMO DI PLASTICA MONOUSO

caraffa SALA livello internazionale, la nuova Direttiva sull’acqua potabile varata nel marzo 2019 dal Parlamento Europeo impegna gli Stati a una maggiore diffusione di informazioni sulla qualità dell’acqua e alla veicolazione di buone pratiche di sostenibilità.
A livello locale, ecco i progetti di SAL attivi nel Lodigiano, che si sviluppano secondo due direttrici principali:

1. Educazione ambientale: progetti rivolti al mondo scolastico per promuovere comportamenti responsabili nell’uso dell’acqua
potabile e degli scarichi domestici. Rientrano in questo filone:

  • Acqua e Vinci (Campionato dell’Acqua Lodigiana) – 45 classi terze delle scuole primarie iscritte per l’anno scolastico 2019-2020. Circa 900 studenti hanno ospitato l’incontro in classe con gli educatori di MLFM. Purtroppo a causa dell’emergenza Covid non è stato possibile disputare la finale del Campionato dell’Acqua, prevista per il 20 marzo 2020. 
  • H2OpenDay (visite guidate agli impianti gestiti da SAL) – destinate in particolare alle scuole di ogni ordine e grado, è possibile prenotarle scrivendo a comunicazione@sal.lo.it.

2. Azioni dirette per ridurre il consumo di plastica usa e getta: progetti che coinvolgono il mondo scolastico, sportivo e culturale e che hanno lo scopo di sostituire l’acqua in bottiglia con l’acqua del rubinetto, e produrre vantaggi ambientali derivanti dal mancato utilizzo della plastica monouso. Fanno parte di questa famiglia:

  • Lodigiano Acqua Buona – È il primo progetto realizzato da SAL a partire dal 2010 per promuovere l’uso alimentare dell’acqua di rete nelle mense scolastiche dei Comuni. Prevede la fornitura di apposite caraffe da utilizzare nelle mense, dalla scuola dell’infanzia fino alla secondaria di primo grado. Nella seconda metà del 2019 si è registrata una
    forte accelerazione che ha portato alla copertura quasi totale del territorio. Ad oggi al progetto aderiscono 48 Comuni per un totale di circa 14mila persone servite giornalmente, tra studenti e insegnanti. Aderire al progetto è molto semplice; i Comuni interessati possono scrivere a comunicazione@acqualodigiana.it
  • Acqua Eco Sport – Lanciato alla fine del 2018, è nel 2019 che il progetto ha iniziato a concretizzarsi e a dare i suoi primi frutti, calcolabili soprattutto in termini di risparmio di bottiglie di plastica monouso. Aderendo ad Acqua Eco Sport le società sportive o le associazioni sottoscrivono un protocollo d’intesa con SAL nel quale si impegnano a evitare la plastica usa e getta per bottiglie e bicchieri. SAL a fronte dell’impegno sottoscritto fornisce il supporto necessario per utilizzare l’acqua del rubinetto in sostituzione di quella in bottiglia. Aderire al progetto è molto semplice; le società sportive interessate possono scrivere a comunicazione@acqualodigiana.it
  • Easy Water – L’ultimogenito dei progetti dedicati alla valorizzazione dell’acqua di rete e alla riduzione della plastica
    monouso si chiama Easy Water, perché non c’è nulla di più semplice che bere l’acqua da un rubinetto: fresca, sicura, controllata, e anche “a portata di mano” per gli oltre 10mila studenti delle scuole superiori del Lodigiano che dall’anno scolastico 2020-2021 possono riempire le borracce direttamente dagli erogatori installati in ciascuno dei 17 plessi scolastici provinciali. Grazie agli erogatori e alla distribuzione di una borraccia in tritan per ogni studente, si prevede una drastica riduzione del consumo di plastica usa e getta, tenendo presente che nelle scuole superiori della provincia di Lodi si bevono in un giorno circa 3.500 litri d’acqua, pari a 7.000 bottiglie da mezzo litro.
    Il progetto è patrocinato dall’Ufficio Scolastico Provinciale e finanziato da Provincia di Lodi, Ufficio d’Ambito e SAL.

 

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